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Camminare. Un viaggio di cammino. Così sono stati i giorni in Nepal. Da Kathmandu a Bhaktapur, da Pokhara al Santuario dell'Annapurna. Un cammino. Due settimane dense di natura, arte, persone. Nei giorni centrali, il trekking di nove giorni andata/ritorno al campo base dell'Annapurna, ha regalato la magia della montagna, dei villaggi e delle vallate lunghissime e altissime.

E le cose scorrevano al fianco al giusto ritmo, quello del camminare. Emozioni uniche nel conoscere prima di tutto la vita dei villaggi, dei bambini che vanno alla scuola, delle donne dedite ai lavori domestici, degli uomini nei campi di riso, patate e miglio sospesi sulle ripide montagne. Poi è arrivata la montagna vera, fatta prima di foresta e poi di vallate solcate da fiumi, cascate e ghiacciai.
Poi è arrivato il freddo, della sera, anche all'interno dei semplici lodge con sistemazione spesso improvvisata e alla buona. Poi è arrivato il desiderio di riscaldarsi con una zuppa di pasta o di patate e dell'onnipresente riso condito, è il caso di dirlo, con tutte le salse possibili ed immaginabili.

Poi è arrivata la magia dell'alba sull'Annapurna con il sole che sbucava da dietro il Machhapuchhre (che significa Coda di Pesce, in inglese Tail Fish). Ed infine, la meta, il campo base dell'ottomila, con il panorama mozzafiato da conservare per sempre nella memoria e nelle sensazioni. Tanta strada, tanti saliscendi e tanti gradini. Una fatica, però, che rimane per sempre nei passi e negli occhi di chi la compie, con un sorriso di bellezza infinita.



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Ed ecco, in sintesi, le tappe