Agenzia Mantegna Viaggi

FEBBRAIO 2010:

RESOCONTO DEL VIAGGIO DI DANIELA E ROBERTO A CUBA

Cuba: L'Avana-Cienfuegos-Mantua-L'Avana

Tatiana Chkout, la metodologa cubana studiosa della sordità e della sordociecità, una delle dirigenti del CELAEE, l'istituto cubano che si occupa di programmare l'attività delle scuole speciali a Cuba, e Radi, un giovane cubano collaboratore del Gruppo di volontariato civile (GVC) di Bologna, ci accompagnano nel nostro viaggio da L'Avana a Cienfuegos dove si trova la scuola Dionisio San Roman, una delle tre scuole speciali che fanno parte del progetto di solidarietà e di cooperazione internazionale del GVC, alla cui realizzazione partecipa anche, dal 2006, l'associazione "Un bambino come amico" di Mantova.

Radi, come quasi tutti i cubani, è un autista che guida in modo "allegro" e percorriamo i 280 chilometri che separano la capitale di Cuba da Cienfuegos in poco meno di tre ore. Cienfuegos è una città tranquilla, ordinata e limpia, pulita; il suo centro storico è un vero e proprio scrigno che nasconde edifici e tesori dell'arte coloniale. La città, per questa ragione, è stata battezzata "la perla di Cuba". La scuola Dionisio San Roman si trova in un edificio che, prima del 1959, era una caserma di Batista, trasformata nel 1962 in scuola elementare e, successivamente, nel 1985, riconvertita in scuola per bambini e ragazzi sordi, ipovedenti e  sordociechi.  Strutturalmente è in discrete condizioni anche se la dislocazione delle aule lascia trasparire a cosa era adibita nel passato.

Nell'atrio della scuola ci accoglie la giovane direttrice Yachelin Lopez Campos e un gruppo di bambini e bambine che indossano le magliette che sono state donate dal "Consorzio agrario lombardo veneto". Per gli ospiti, che vengono da lontano, accompagnati dalla musica, i bambini e le bambine si esibiscono in una canzone attraverso il linguaggio delle mani e dei segni. Poi  visitiamo le aule dove constatiamo che tutto il materiale che abbiamo inviato ( giochi didattici, vestiario ed altro) è arrivato e ne viene fatto buon uso.

Con l'ausilio di un video ci spiegano che la Dionisio San Roman  è una scuola provinciale di "transito" , la cui mission si può riassumere in tre principali obiettivi: in primo luogo, la preparazione di base dei bambini per lo sviluppo di conoscenze e abilità comunicative al fine dell'inserimento nei corsi di studio normali con  il  sostegno di un maestro  della lingua dei segni; in secondo luogo, l' insegnamento ai genitori del linguaggio dei segni e il supporto alle famiglie per rafforzarne il livello culturale, di conoscenza e di "accettazione" della disabilità del figlio con il programma "Educa tu hijo" "educa tuo figlio"; infine la formazione continua degli insegnanti. Attualmente  la scuola ospita 41 bambini, prevalentemente sordi, sette sono affetti da sordociecità. Dunia è tra questi: ha 13 anni, è affetta da ipoacusia profonda bilaterale, comunica con il linguaggio dei segni ed è parzialmente non vedente. Ci accoglie nella classe con la sua insegnante di riferimento che le spiega chi siamo e perché visitiamo la scuola. Sta svolgendo degli esercizi su quaderni simili ai nostri vecchi abbecedari, avvalendosi dell'ausilio di figure di cartone, molto colorate,  raffiguranti  oggetti di uso comune. Prima di andarcene, scrive il suo nome e cognome, in segno di saluto, sul nostro diario di viaggio.

Il personale educativo è di 35 unità, tutti laureati in pedagogia e con una specializzazione in psicologia o in educazione speciale. A questi si aggiungono 8 ausiliari specializzati e 25 operatori dei servizi generali (cucina, pulizia, manutenzione). Il giorno successivo ci incontriamo con Santiago Borges, responsabile del CELAEE. L'istituto si trova a Ciudad Libertad, un immenso campus con edifici e impianti sportivi, un tempo anch'esso sede di una caserma. Qui sono ospitate scuole e studenti, cubani e provenienti da altri paesi latinoamericani. Con Santiago decidiamo un programma di lavoro intenso e ricco di incontri e visite nelle altre scuole. La mattina presto del giorno dopo partiamo in taxi per Maria la Gorda, una località di mare che dista 300 chilometri da l'Avana: è un luogo isolato, immerso nel verde di un parco nazionale protetto dove convivono con gli esseri umani iguane, mucche, jutie, le nostre nutrie, grossi granchi, pipistrelli e molte specie di uccelli.

A Maria la Gorda trascorriamo quattro giorni segnati da un tempo loco, pazzo: nelle ore di sole la temperatura sfiora i 28 gradi. Ma quando il cielo si copre di nubi e si alza il vento la temperatura  si abbassa.  I cubani chiamano questo fenomeno atmosferico  frente frio; infatti, lo sbalzo di temperatura è anche di 10 gradi. Per noi nessun problema, ma i cubani battono i denti. Dopo la permanenza a Maria la Gorda, sempre in taxi, ci dirigiamo verso Vinales, un tranquillo villaggio di campagna situato nella splendida valle dei Mogotes, per salutare vecchi amici. A Vinales trascorriamo una notte e il giorno successivo, insieme a Jorge, un collaboratore del CELAEE venuto dall'Avana in auto per condurci a Mantua, ripartiamo.

L'accoglienza nella scuola Ormani Arenado Llonch è, come gli altri anni, festosa; essa ospita un centinaio di bambini e ragazzini affetti da ritardo mentale lieve. Possiamo dire che qui siamo di casa, anche in ragione di una antica storia che vuole Mantua fondata da italiani. Ci ricevono Augustin, il nuovo direttore, rientrato da un anno dal servizio internazionalista prestato in Ecuador dove, insieme ad altri insegnanti cubani, ha partecipato ad una campagna di alfabetizzazione, e Raul, il precedente direttore, in attesa di partire per una missione in un paese latinoamericano. Chiedono notizie di Simone, Chiara, Alessia e Mirco, che hanno conosciuto nel viaggio svolto nel 2006. Quando vengono a sapere che Chiara e Simone si sono sposati da poco e Mirco e Alessia si sposeranno nei prossimi mesi partono gli evviva.

La visita alla scuola ci consente di verificare che  il materiale didattico e sportivo, gli attrezzi di lavoro per i laboratori inviati negli anni scorsi hanno notevolmente migliorato la situazione. Il campo da minivolley, quello da minibasket e il tavolo da ping pong sono utilizzati anche dai bambini e dai ragazzi delle altre scuole di Mantua. Infatti, mentre ci troviamo nel cortile, è in corso un allenamento di pallavolo della squadra di Mantua che parteciperà alle Olimpiadi per disabili che ogni anno si svolgono a Cuba.



L'orto, grazie alle vanghe, ai rastrelli, alla pompa per irrigare ed altri strumenti, è una esplosione di verde: insalata, cipolle, fagioli, erbe aromatiche e medicinali, peperoni  vengono coltivati per essere consumati dai bambini. Infine nelle aule ci vengono mostrati gli oggetti, i disegni, gli abiti realizzati grazie al materiale didattico e alla macchina da cucire industriale donata da Edgardo Bianchi. Per completare l'opera  c'è bisogno ora di poche altre cose, in particolare di un intervento di carattere strutturale sull'edificio ma questo rientra nel progetto delle autorità scolastiche cubane. Rientriamo a l'Avana dopo un viaggio di quattro ore che è già buio. Alla William Soler Ledea, la terza scuola che rientra nel nostro progetto di solidarietà, ci attendono la mattina dopo.

L'edificio che ospita la scuola per sordi e sordociechi, sotto il profilo strutturale e architettonico, è splendido: una villa in stile coloniale appartenuta alla famiglia di Batista, immersa nel verde, con piscina, purtroppo inutilizzabile per i bambini, e maneggio per i cavalli, dove si pratica l'ippoterapia.

La scuola ospita attualmente 23 tra bambini e ragazzi, dai 5 ai 21 anni. Altri 31 sono seguiti a domicilio. Solo due ragazzi hanno l'impianto cocleare mentre 3 hanno il preimpianto. La direttrice Desy Almenares Moreno, ci guida nella visita. L'invio del materiale didattico, che ha senz'altro agevolato le attività riabilitative ed educative, non ha fatto venir meno la capacità delle insegnanti di usare la fantasia per "enventar y resolver", inventare e risolvere. Al lato dell'edificio Desy ci mostra l'orto che, al primo momento,  avevamo scambiato per una percorso per giocare con le macchinine... i sentieri sono delimitati da cilindri di diversi colori che quando ci avviciniamo scopriamo essere bottiglie di plastica vivacemente colorate  capovolte e piantate in terra. 

Segnano il pezzo di terra di ciascun bambino coinvolto nel progetto: il colore corrisponde anche all'ortaggio coltivato, e ad esso verrà  associato l'odore e il sapore. Anche alla Soler Ledea il rapporto tra studenti, insegnanti e operatori vari è quasi di 1 a 1. Nei giorni successivi nuovi incontri con Tetè e Pilar, rispettivamente direttrici delle scuole per paraplegici Solidaridad con Panama, che ospita anche ragazzi di altri paesi dell 'America Latina, e Sierra Maestra dell'Avana. Queste due scuole avevano fatto parte, sino allo scorso anno, del nostro progetto; consegniamo loro magliette e bambole donate dall'UNICEF di Mantova.

Chiara, cooperante del GVC che segue il progetto a Cuba, ci ha accompagnato nel nostro viaggio nelle scuole cubane. E'arrivata a Cuba nei mesi scorsi, dopo aver fatto esperienze nel Libano, nello Sri Lanka e in altri paesi. E' una donna di trentotto anni, il fisico esile ma forte di carattere e sempre disponibile. Nata a Reggio Emilia, dopo essersi laureata in economia e commercio, facoltà scelta forse per dare una mano nella azienda dei genitori e dei fratelli, si è recata per un anno in Argentina per un master in economia. " L'esperienza mi ha cambiato la vita e mi ha fatto guardare il mondo con altri occhi ". Ha iniziato ad impegnarsi  nella cooperazione internazionale e non si è ancora fermata.                                                                          

Roberto e Daniela Borroni